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Alleggerimento generale aspettando la Brexit

I dati deludenti sul mercato del lavoro statunitense e soprattutto le incertezze sull’esito del referendum sulla Brexit, restituiscono un quadro di volatilità sui mercati azionari europei. Il presidente Mario Draghi, ha dichiarato che la Bce è “preparata ad ogni evenienza”, facendo capire che a Francoforte c’è già un piano B e si è tecnicamente pronti ad affrontare scossoni e turbolenze innescate da una eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Ma queste parole non sembrano aver rassicurato del tutto gli investitori.

Sale d’altronde l’attesa per il referendum in UK previsto per il 23 di giugno che determinerà se i cittadini britannici risultano favorevoli all’uscita del Regno Unito dall’Europa. A due settimane dalle urne i sondaggi lasciano aperta ogni possibilità con una sostanziale parità tra favorevoli e contrari, rispettivamente a 42% e 43% con un quota di indecisi del 15%. Questa situazione di insicurezza sul futuro del Regno Unito ha già portato ad un aumento di volatilità sulle asset classes correlate e potrebbe avere ulteriori ripercussioni in caso di voto favorevole a Brexit.

Per questo motivo sul comparto equity abbiamo alleggerito il peso della componente Uk equity e spostato l’investimento sulla componente difensiva Swiss equity in attesa di conoscere l’esito del referendum sulla Brexit.

Scelta analoga sul fronte dei bond dove registriamo una dinamica positiva per quanto riguarda il mercato corporate europeo, con i titoli investment grade che hanno performato meglio dei titoli high yield, beneficiando del calo dei rendimenti dei governativi core, in scia ai guadagni dei T-Note americani. L’annuncio del piano di acquisti da parte della Bce ha avuto un doppio effetto: da un lato il rialzo sul comparto corporate investment grade europeo, dall’altro l’incremento della emissioni di nuovi bond. Per il sono mese di maggio sono stati collocati 50,5 miliardi di euro con il peso relativo degli emittenti esteri (prevalentemente aziende Usa) che sta progressivamente aumentando. In generale tutte le operazioni lanciate hanno visto richieste superiori agli importi offerti, mentre il premio sulla carta di nuova emissione appare modesto quando non nullo.

Ma, alla fine, abbiamo alleggerito il peso della componente Uk bond e spostato l’investimento sulla componente difensiva Swiss bond in attesa di conoscere l’esito del referendum sulla Brexit.

Per quanto riguarda, invece, il mondo delle materie prime, il prezzo del petrolio nell’ultimo mese è cresciuto del 6%, con il Brent che si attesta a 51 $/b dopo aver sfiorato quota 53$/b. Sono vari i fattori che stanno incidendo in questo momento sul rafforzamento del greggio, tra i principali il costante calo delle nuove trivellazioni in USA, il calo marcato della produzione Cinese ai minimi dal 2011, gli incendi in Canada del mese scorso, i sabotaggi in Nigeria e le aspettative degli Emirati Arabi che vedono il prezzo intorno ai 60$ nei prossimi mesi in seguito ad una riduzione dell’offerta globale.

Dall’inizio del mese si nota il balzo del prezzo dell’oro che cresce del 5% portandosi a quota 1270 $/Oz, mentre gli Stati Uniti invitano le autorità Cinesi a ridurre la sovraproduzione di acciaio e alluminio che può avere un effetto dannoso e distorsivo sui mercati globali.
Lato currency da notare l’aumento di volatilità sulla sterlina in attesa del referendum sulla Brexit atteso per il 23 di giugno; il cambio EurGbp ha visto un rafforzamento dell’Euro del 2.17% nell’ultimo mese passando da 0.768 a 0.785.

Forte movimento sul cambio EurUsd ad inizio giugno in seguito all’uscita dei deludenti dati sul mercato del lavoro statunitense: le aspettative di un ulteriore rinvio del rialzo dei tassi da parte della Fed hanno consentito all’Euro di rafforzarsi in una sola seduta passando da 1.11 a 1.13 e arrivando a superare la soglia di 1.14 nei giorni successivi.
Da notare l’indebolimento del dollaro rispetto alle valute emergenti favorite dal contestuale apprezzamento del prezzo del petrolio registrato all’inizio di giugno.

Sul comparto currency abbiamo quindi alleggerito il peso della sterlina inglese e spostato l’investimento sulla divisa difensiva Swiss bond in attesa di conoscere l’esito del referendum sulla Brexit.

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