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E’ ancora troppo presto per raccogliere i frutti

Il rischio politico in Francia è ormai alle spalle, ed è ora di tornare ai fondamentali. Nonostante le condizioni sottostanti dell’economia globale si stiano rafforzando, alcuni dati potrebbero deludere e portare a una battuta d’arresto controtendenza sui mercati. Dato che oggi il mercato azionario è in rialzo del 10%, è giunto il momento di prendere benefici? La fiacca nei dati dell’inflazione globale potrebbe persistere nelle prossime settimane, anche se dovrebbe essere una mossa temporanea.  In effetti, lo sfondo macro ciclico resta favorevole ai prezzi delle azioni e sfavorevole alle obbligazioni. L’inflazione dell’Eurozona accelera all’1,9% a/a ad aprile, rispetto all’1,5% di marzo, ma soprattutto, l’inflazione principale allunga di molto il passo, salendo all’1,2% a/a dallo 0,8%. L’inflazione principale dovrebbe crescere al di sopra del range precedente di 0,7%-0,9%, mentre i tassi decennali tedeschi si scambiano ancora allo 0,40%! Non è facile da accettare, no? Ci rendiamo conto che la situazione dei mercati emergenti è più equilibrata e la nostra opinione negativa sull’economia cinese ci ha spronato ad essere prudenti sui settori di metalli ed estrazione. Al contrario, le riforme strutturali in India sosterranno la crescita economica e i flussi di capitali in entrata. È possibile che il recente caos nei prezzi del petrolio scateni una correzione globale di mercato? Su un periodo di 6-12 mesi, le condizioni di offerta dei fondamentali dovrebbero restare troppo abbondanti. Le condizioni della domanda di fondamentali dovrebbero allontanarsi da livelli molto elevati, ma è poco probabile che questo provochi un calo dei prezzi simile ai minimi di fine 2015. Il livello di base si definisce fondamentalmente con gli attuali pareggi nel settore dello shale USA, in particolare il WTI a $35-40/bbl (non lontano dai prezzi di oggi). Manteniamo una posizione favorevole rispetto agli attivi rischiosi della zona Euro. Giunti a metà della stagione dei guadagni del primo trimestre, l’82% delle società facenti parte dell’Euro STOXX che hanno pubblicato i proprio risultati hanno rivelato sorprese positive nelle vendite, mentre il 75% ha dato buone notizie sui guadagni. Per ora le vendite sono in crescita in totale del 9,5%/anno e l’utile per azione cresce del 25%. Inoltre, la ripresa dei guadagni è ad ampio raggio, e le tante sorprese positive nei guadagni sono distribuite su tutti i settori, ad esclusione di energia e servizi al consumo. Per rispondere alla nostra prima domanda, è troppo presto per prendere benefici. Restiamo ottimisti quanto alle azioni globali che approfittano degli investimenti aziendali e sovrappesati sulle azioni della zona Euro. Per scopi di diversificazione raccomandiamo debito sovrano selezionato dei mercati emergenti, obbligazioni corporate dell’high yield europeo a duration breve e consigliamo di evitare i titoli di stato dei paesi sviluppati.

 

A cura di

Nicolas Chaput

CEO Globale e Co-CIO

Oddo BHF AM

Laurent Denize

CO-CIO globale

Oddo BHF AM

Gunther Westen

Vice Direttore dell’Asset Allocation

Oddo BHF AM

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