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La mobilità: la carta vincente per le strategie diversificate in uno scenario inedito

Le strategie diversificate tradizionali poggiano quasi sempre su 3 pilastri – la liquidità, le obbligazioni e le azioni – che avevano un ruolo specifico in passato. La liquidità era una garanzia per il capitale, le obbligazioni servivano per il carry e le cedole, e le azioni corroboravano le performance nei mercati al rialzo.

Con i tassi bassi, questa gestione fa i conti con una situazione inedita. La liquidità costa oggi lo 0,40% in euro e non fornisce più alcuna tutela. L’acquisto di obbligazioni, e di titoli sovrani soprattutto, si giustifica nella speranza di un altro abbassamento dei tassi a lungo che consentirebbe di rivenderle a un prezzo maggiore. L’acquisto di Bund a 10 anni, allo 0 %, si spiega per poterli rivendere a -0,10%/-0,20%. Solo le azioni generano quindi rendimento attraverso i dividendi. Questa situazione anomala fa correre dei rischi importanti ai fondi impegnati in una corsa alla duration in attesa di un nuovo ribasso dei tassi a lungo termine.

A prescindere, in questo quadro inedito pensiamo di poter ancora produrre performance con le strategie diversificate.

Per iniziare, bisogna tenersi a distanza dai titoli di Stato «core» e dalla duration. Il miglior rapporto rischio/rendimento è dato dalle obbligazioni corporate a breve che il CSPP della BCE ha migliorato nell’Eurozona riducendo la volatilità. Prediligiamo anche l’High Yield europeo con scadenze non troppo lunghe. Così è posizionato Echiquier ARTY dall’inizio dell’anno, con una duration inferiore ai 2 anni: una scelta confortata dalla recente volatilità dei tassi a lungo termine.

La mobilità è un fattore chiave ormai della performance data dalle strategie diversificate: un’allocazione stabile, definita all’inizio dell’anno, non si confà più alle attuali fasi di intensa volatilità. Il ricorso puntuale a prodotti di copertura permette di modificare all’istante l’esposizione alle azioni o alla duration, senza gli effetti di una liquidità dei mercati sottostanti talvolta incerta.

Per finire, la mobilità non si deve manifestare soltanto tra, ma anche all’interno delle asset class. La mobilità è imprescindibile tra stili e settori, per le azioni e le obbligazioni. Così, Echiquier ARTY ha modificato, per la componente azionaria, l’equilibrio tra growth e value di inizio anno in un’allocazione a ¾ value. Per le obbligazioni, la forte sovraponderazione ai subordinati finanziari bancari e assicurativi europei è stata ridotta a favore di emissioni corporate non finanziarie. In attesa che le obbligazioni governative ritrovino il loro ruolo tradizionale, basso rischio e remunerazione media, ci concentriamo sul credito alle aziende, altrettanto solvibili degli Stati ma più remunerative.

Una gestione diversificata mobile che si adatta consente di riprendere qualche rischio per far crescere il capitale e mantenere una volatilità moderata. Nondimeno, l’assenza di carry significativo sul fixed-income incrementa meccanicamente la volatilità del fondo. Le scelte devono quindi essere accurate!

A cura di
Olivier de Berranger, Chief Investment Officer di La Financière de l’Echiquier e gestore di Echiquier ARTY

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