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R Valor – La nuova mappa degli investimenti

Nel Nord America, si è verificato lo scenario che avevamo previsto sul rialzo dei tassi. Rimaniamo tuttavia attenti per quanto riguarda il ritmo dei rialzi. Una brusca accelerazione dell’inflazione per esempio potrebbe portare ad una politica monetaria più aggressiva provocando correzioni sui mercati azionari. Riteniamo tuttavia che questo scenario sia poco probabile e crediamo che il mercato possa “sopportare” anche tassi di interesse più elevati grazie ad una crescita economica solida e ben sincronizzata. Di conseguenza, il mercato azionario USA, nonostante la correzione di inizio febbraio e nonostante la maturità del ciclo economico, ha continuato a crescere e dovrebbe beneficiare ulteriormente della riforma fiscale implementata dall’Amministrazione Trump: queste misure avranno senza dubbio un impatto diretto sulla crescita degli utili delle aziende USA. Oltretutto la riforma fiscale potrebbe avere un impatto indiretto anche sui consumatori che si troverebbero a disposizione stipendi più alti e bonus più elevati. Altri due fattori potrebbero avere un impatto positivo sull’economia americana allungandone il ciclo economico. Il primo riguarda la ripresa delle spese di capitale, una variabile altamente correlata con il mercato americano, mentre il secondo fattore è la debolezza del dollaro americano che sta già portando beneficio alle aziende dipendenti dalle esportazioni. Nel Nord America anche il Canada sta crescendo a ritmi elevati, sostenuta da una forte domanda domestica, dall’espansione del mercato real estate e dal rally dell’energia e delle commodity. Questo contesto favorevole ha permesso al Canada di iniziare il processo di normalizzazione della sua politica monetaria con 3 rialzi dei tassi nel 2017 (come gli Stati Uniti). Ci aspettiamo che questo trend possa continuare anche nel 2018.

Nel 2018 i mercati emergenti continueranno invece ad essere trainati dalla Cina che dovrebbe continuare a crescere a ritmi sostenuto anche se non sui livelli eccezionali del 2017. Il suo momentum sarà tuttavia altamente dipendente dal consumo interno. È interessante sottolineare come dal 19mo Congresso del Partito Comunista ad ottobre 2017, la lotta contro l’inquinamento si è intensificata notevolmente, con la chiusura delle attività in eccesso nei settori industriali e minerari. Nel frattempo, sono state garantite le agevolazioni fiscali per prodotti “puliti” come le macchine elettriche, evidenziando la determinazione del governo di promuovere la capacità innovativa del settore tecnologico cinese e di beneficiare dell’importante domanda domestica.

Con l’inizio del 2018 la buona sorpresa è arrivata dall’Europa dove stiamo assistendo ad una ripresa del ciclo guidata dalla crescita in Cina ed in USA. Vediamo una combinazione di fattori positivi come la crescita della domanda domestica ed una riduzione significativa della disoccupazione (in particolare in alcuni paesi del Nord Europa).

In termini di allocazione, R Valor attualmente detiene 42 titoli. Dato il rally dei mercati azionari dello scorso anno e del primo mese di quest’anno e la maturità del ciclo economico, abbiamo mantenuto un’esposizione moderata ai mercati azionari (tra il 75% e l’80%). Il peso dell’azionario rimane comunque preponderante dato che continua ad offrire rendimenti significativamente superiori a quelli dei mercati obbligazionari. Ciò che non è allocato in azioni è invece allocato in liquidità.

Negli ultimi 6 mesi abbiamo cercato di aumentare la nostra esposizione ai settori ciclici. In particolare, abbiamo investito nel settore finanziario nord-americano, aumentando il peso della nostra esposizione al settore assicurativo, ed abbiamo l’esposizione al settore energetico. Nel mercato energetico, non riteniamo che il petrolio possa superare 70 Dollari al barile per un periodo prolungato ma siamo convinti che i titoli che abbiamo selezionato in questo settore siano sottovalutati, dato il loro potenziale di generazione di cash-flow. In particolare, abbiamo incrementato il peso delle aziende americane operanti nella regione del bacino permiano come Concho Resources o Halliburton data la loro correlazione positiva con l’aumento della produzione domestica. Detto ciò, non abbiamo trascurato i settori difensivi. Il settore del “mining” è rappresentativo dl nostro doppio approccio. Sulla parte ciclica, prevediamo prezzi più alti delle commodity come rame, zinco ed carbone metallurgico grazie alla riduzione della capacità produttiva negli ultimi 2/3 anni ed al recupero della spesa di capitale. Abbiamo quindi ritenuto fosse coerente aumentare le posizioni in società legate alla produzione di questi minerali, come Teck Resources e Ivanhoe Mines. Il nostro approccio è invece più difensivo sul “gold mining” ma si basa sulle stesse analisi. Oltretutto, in questo segmento si sta verificando uno sbilanciamento tra domanda e offerta significativo. Stiamo assistendo ad un importante declino della produzione nonostante una forte domanda guidata dai consumi nel settore della gioielleria e l’emergere di nuovi consumatori principalmente in Asia. Riteniamo quindi che questi titoli siano chiaramente al di sotto del loro potenziale e che abbiamo valutazioni interessanti alla luce del prezzo dell’oro e al loro potenziale di generazione di cash flow nei prossimi 2 anni. Abbiamo di conseguenza aumentato l’esposizione a Goldcorp e Pretium Resources.

Infine, abbiamo aumentato il peso del settore della salute, focalizzandoci su temi quali l’invecchiamento della popolazione e la ricerca oncologica con l’aggiunta in portafoglio di AstraZeneca. Il settore healthcare è attualmente sottopesato dagli investitori che hanno sofferto pesanti correzioni nel 2014 a causa delle paure dell’abrogazione dell’Obamacare e la pressione sui prezzi dei farmaci. Recenti investimenti offrono tuttavia nuove promettenti fonti di crescita. Vediamo questi temi come posizioni di lungo termine relativamente difensive e cerchiamo di sfruttare le valutazione storicamente interessanti.

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