Rothschild_781x498

Accelerano ancora i tre motori dell’economia mondiale

Seppur scanditi da tensioni geopolitiche, i primi nove mesi dell’anno hanno visto la creazione di un contesto positivo per l’accelerazione della crescita mondiale. R Valor ha saputo sfruttare le turbolenze grazie ad un aggiustamento tattico dell’asset allocation e del livello di rischio globale del portafoglio.

Nonostante l’allocazione globale del nostro portafoglio è concepita in un’ottica di medio termine, la flessibilità del nostro processo di investimento ci permette di effettuare degli aggiustamenti tattici più opportunistici. Da febbraio 2016, quando l’esposizione azionaria del fondo raggiungeva il 98%, il rischio di portafoglio è stato progressivamente ridotto fino al 73% di maggio 2017, livello minimo dal 2009, a favore di un approccio altamente selettivo degli investimenti.

In questi ultimi mesi, i tre motori dell’economia mondiale costituiti da Stati Uniti, Europa e Cina hanno confermato la loro accelerazione. Diversi elementi mostrano che la ripresa dell’economia mondiale si sta concretizzando in modo coordinato e a livello gobale, sostenuta da fondamentali solidi e da un contesto di tassi bassi.

Un altro fattore è il livello particolarmente sorprendente dei risultati societari, soprattutto negli Stati Uniti con il 12% di crescita degli utili delle società dello S&P 500, il 78% di sorprese positive e l’aumento significativo dei ricavi per la prima volta in due anni. Abbiamo quindi progressivamente rafforzato l’esposizione azionaria del portafoglio, orientando le nostre scelte verso i settori che offrono un potenziale di crescita a breve e medio termine.

Al centro del dibattito di questo terzo trimestre c’è stato anche l’andamento dell’euro e del dollaro. La sovraperformance dell’euro nei confronti di tutte le valute trova spiegazione nell’accelerazione della crescita europea e nel recupero del ciclo economico rispetto alle altre zone geografiche, in particolare gli Stati Uniti. Le tensioni geopolitiche con la Corea del Nord e il continuo rinvio delle tanto attese riforme fiscali, dall’altra parte hanno mantenuto pressioni sul dollaro.

Tuttavia, lo spettro delle elezioni di metà mandato a novembre 2018 dovrebbe accelerare i tempi per un accordo sui tagli fiscali, dato che il partito repubblicano desidererebbe trarre profitto dall’impatto positivo che una simile riforma avrebbe sull’elettorato. Se ciò dovesse verificarsi, questa misura rappresenterebbe a breve termine un fattore di sostegno per il biglietto verde.

Negli ultimi tre mesi la ripartizione geografica del fondo è rimasta relativamente stabile. Manteniamo un forte orientamento sul Nord America, con il 40% di esposizione netta verso gli Stati Uniti. L’esposizione verso l’economia canadese è stata introdotta in portafoglio nel 2013 e rafforzata progressivamente da allora. Se la quota dell’Europa – 22% della componente azionaria – non è stata oggetto di cambiamenti significativi, il peso della Cina è stato leggermente rafforzato. Abbiamo consolidato la tematica della crescita dei consumi cinesi grazie all’acquisto del titolo Vipshop, le cui valutazioni ci sembrano interessanti e la leva operativa favorevole.

Date le evoluzioni del ciclo economico, l’esposizione settoriale è stata aggiustata. Abbiamo implementato una rotazione settoriale allo scopo di rafforzare le nostre posizioni in quei settori trascurati dagli investitori malgrado il loro potenziale di crescita e che hanno subito shock a livello di valutazioni, come il settore della salute negli Stati Uniti.

Più in generale, sono oggetto della nostra attenzione i settori dell’energia, della salute e delle materie prime.

In precedenza eravamo poco esposti ai titoli legati alla salute. Questa tematica, spesso trascurata dagli investitori internazionali, ha subito l’impatto negativo dei dubbi circa il mantenimento dell’Obamacare e delle tensioni sui prezzi dei farmaci. Oggi osserviamo un flusso consistente di finanziamenti verso le biotecnologie che lascia presagire un intensificarsi dell’attività di ricerca negli anni a venire, in particolare nel ramo dell’oncologia. Abbiamo così rafforzato i nostri investimenti nei gruppi farmaceutici (Pfizer, Eli Lilly) e nelle biotecnologie, attraverso, tra gli altri, i titoli Celgene e Gilead, quest’ultima ha inoltre acquisito Kite Pharma, società ad alto potenziale specializzata nella ricerca oncologica. A settembre abbiamo aggiunto anche Astrazeneca, a conferma delle nostre convinzioni nell’ambito della lotta contro il cancro.

Anche il settore delle materie prime è stato regolarmente rafforzato durante gli ultimi mesi. Con l’emergere dei vincoli in materia ambientale, l’industria cinese ha tagliato drasticamente la produzione di materie prime in un contesto di crescita elevata e di spese per infrastrutture. Il settore del rame, trainato dalla nuova domanda di produzione di auto elettriche, non ha beneficiato delle spese per investimenti e sta diventando strutturalmente in perdita. Forti di questa constatazione, abbiamo regolarmente aumentato il peso in portafoglio di Teck Resources, approfittando della correzione del prezzo delle materie prime a maggio. A settembre abbiamo parzialmente preso profitto in seguito al rialzo del titolo nel primi due mesi del trimestre (+44%).

Infine, la tematica dell’energia ha subito l’impatto negativo del calo del prezzo del petrolio. Abbiamo introdotto in R Valor diverse imprese con focus sull’ l’estrazione petrolifera statunitense nel bacino permiano in Texas. Questa regione ha la particolarità di essere redditizia anche con un prezzo del barile a circa 30 dollari. Abbiamo investito in una delle principali società petrolifere della regione – Concho Resources – e nella società statunitense US Silica, produttrice di sabbia che permette il consolidamento dei pozzi petroliferi. Abbiamo anche rafforzato il posizionamento in Halliburton, società che sviluppa tecnologie per i servizi parapetroliferi in questa regione.

Condividi sui social:

Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

Ultimi articoli