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Passaggio generazionale e corretta pianificazione

Non è mai troppo presto per una corretta pianificazione successoria, che deve essere un evento da gestire e non da subire. Il tema è stato oggetto del primo EFPA webinar 2021, a cui hanno partecipato Nicola Ardente, vice presidente Efpa Italia, Anna Armento, consulente fiscale e membro del Comitato Scientifico di EFPA Italia, Giorgio De Rita, segretario generale del CENSIS, che ha presentato i numeri del 54° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese pubblicato a dicembre 2020, e Gianluca Pietanesi, responsabile consulenti e private di Eurovita, partner di questo primo webinar.

Pietanesi si è soffermato sul ruolo fondamentale che le polizze Unit Linked ricoprono nell’ambito della consulenza, evidenziando due vantaggi: l’ottimizzazione fiscale e la pianificazione successoria.  Per quanto riguarda il primo ambito, le Unit Linked sono sinonimo, per chi investe, di efficienza fiscale. Infatti questi strumenti si caratterizzano per il differimento d’imposta e la compensazione di minus e plusvalenze. Entrambi questi vantaggi hanno impatti concreti, su un orizzonte temporale adeguato, sulla performance finale dell’investimento.

Per quanto riguarda l’ambito specifico della pianificazione successoria, tra i tanti strumenti a disposizione sul mercato le polizze vita sono probabilmente i più semplici da utilizzare. Tra i suoi vantaggi si possono citare in primo luogo l’esclusione dall’asse ereditario, quindi la possibilità di inserire come beneficiario un soggetto terzo;  in secondo luogo, l’esenzione dalle imposte di successione, tema che diventerà probabilmente ancora più attuale nel prossimo futuro, dato che non si esclude una revisione dell’imposizione fiscale in una direzione più stringente; infine, il diritto proprio del terzo beneficiario, che consente a quest’ultimo di incassare il capitale della polizza ma allo stesso tempo di rifiutare l’eredità

Pietanesi ha evidenziato come il tema del passaggio generazionale stia diventando sempre più attuale, e quanto gli effetti di una mancata pianificazione possano essere molto penalizzanti per il nostro Paese. L’Italia ha infatti delle caratteristiche molto particolari: innanzitutto un’età media tra le più elevate nel mondo sviluppato e un’aspettativa di vita in aumento; in secondo luogo il 40% delle famiglie convive senza un rapporto officiato; in terzo luogo la ricchezza è concentrata prevalentemente nelle generazioni più mature, e infine l’Italia ha un numero molto elevato di piccole e medie imprese a gestione familiare, un elemento che aggiunge complessità nell’ambito della pianificazione successoria.

In uno scenario così’ articolato, che richiederebbe particolare attenzione a questo tema, solo il 20% dei cittadini italiani pianifica il passaggio generazionale, contro il 50% della media europea.

Quali sono le ragioni di questo gap? Secondo Pietanesi alla base di questa scarsa sensibilità degli italiani ci sono essenzialmente tre fattori: la scaramanzia, la mancata percezione del bisogno, e la vastità della materia.

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