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Polizze vita e pianificazione successoria

La polizza può assumere un ruolo chiave nella pianificazione successoria. È questo il tema sul quale si sono confrontati Luca Matassino, responsabile reti, banche e private di Eurovita, e l’Avvocato Andrea Polizzi, partner presso lo studio legale D’Argenio Polizzi e Associati, nell’ultimo webinar dell’anno organizzato da Eurovita.

Come sappiamo, in Italia – storicamente sotto-assicurata – il tema del passaggio generazionale è ancora poco sentito, nonostante le grandi potenzialità patrimoniali del Paese.

Sul punto, Luca Matassino ha osservato che la funzione di passaggio generazionale, nonostante sia un tema molto rilevante, viene tuttavia dibattuta e affrontata prevalentemente tra gli addetti ai lavori, mentre ai clienti finali manca ancora una corretta percezione della sua reale importanza. In particolare, pare il caso di ricordare come nei prossimi dieci anni in Italia il passaggio generazionale riguarderà circa due terzi della ricchezza complessiva, dato che da solo basta a far comprendere la dimensione e la rilevanza di questa tematica.

Il dott. Matassino ha individuato in particolare quattro elementi che rendono il passaggio generazionale una problematica sempre più attuale nel nostro Paese:

  • l’aumento dell’aspettativa di vita;
  • il fatto che il 40% dei nuclei familiari si costituiscono e convivono senza che il rapporto sia stato officiato, non avendo, pertanto, alcun effetto legale;
  • la concentrazione della ricchezza nelle generazioni più mature, e da ultimo, non certo per importanza
  • il passaggio generazionale riguarda ogni anno 30 mila famiglie di imprenditori.

Storicamente, il legislatore ha previsto come strumento principe per gestire il passaggio generazionale il testamento (c.d. successione testamentaria), il quale, però, viene redatto solo da un quinto degli italiani, percentuale, tra l’altro, di molto inferiore alla media europea.

Esistono tuttavia altri strumenti che possono aiutare a gestire il passaggio generazionale, assicurandone anzi una gestione più efficiente.

In tal senso, le polizze vita costituiscono certamente un valido strumento tra quelli che possono essere utilizzati per garantire un efficiente passaggio generazionale, in ragione delle loro specifiche caratteristiche di flessibilità e di maggiore semplicità rispetto ad altri strumenti.

L’Avvocato Polizzi, nel proprio intervento, ha, invece, sottolineato la centralità del tema, evidenziando come gestione del passaggio generazionale significhi curare la pianificazione patrimoniale e successoria al fine di limitare gli impatti economici tipici della trasmissione del patrimonio, ottimizzando, nel rispetto del quadro normativo, l’impatto fiscale con riguardo non solo alle successioni ma anche al reddito.

In particolare, ai fini di una corretta pianificazione, bisogna porre specifica attenzione a quali possono essere gli strumenti adatti e idonei al singolo e specifico caso concreto. Più uno strumento è flessibile, maggiore potrà essere la capacità dello stesso di essere efficace nel garantire una migliore e più corretta pianificazione successoria, anche in termini di risparmio fiscale, sempre ovviamente nel rispetto del quadro normativo. Tra gli strumenti che possono essere ritenuti idonei a tale scopo, l’avvocato Polizzi ha citato e ricordato proprio le polizze vita. I contratti di assicurazione sulla vita intendono, infatti, rispondere a esigenze non solo di tutela rispetto a eventi riguardanti la vita umana (è il caso delle temporanee caso morte) ma anche di tutela del risparmio (fine previdenziale e di risparmio/investimento).

Questa doppia funzione è assolta, in particolare, dai prodotti di investimento assicurativo (IBIPs), polizze assicurative a contenuto finanziario, aventi tutte le caratteristiche di polizza da un punto di vista della struttura del contratto, ma il cui sottostante, il cosiddetto motore finanziario, è dato da una serie di strumenti finanziari (fondi, Etf o altro) che consentono l’ottimizzazione patrimoniale.

Questi strumenti, infatti, possono integrare al meglio non solo le esigenze di pianificazione successoria e patrimoniale, ma anche di personalizzazione e diversificazione dell’investimento (soprattutto attraverso i prodotti “multioption investment products” – MOP), esigenze tipiche di un cliente attento all’ottimizzazione del proprio patrimonio e alla diversificazione del proprio investimento.

Le polizze vita hanno poi un ulteriore vantaggio: infatti la prestazione assicurativa non rientra nell’asse ereditario, risultando esclusa dalla successione, consentendo, pertanto, di muoversi anche al di fuori dell’asse ereditario e ottimizzando le esigenze di pianificazione successoria e patrimoniale.

Scendendo nel dettaglio delle tipologie di strumenti a disposizione, Matassino si è focalizzato in particolare sul ruolo che possono avere le polizze unit linked all’interno del portafoglio dei clienti.

Innanzitutto, tale tipologia contrattuale integra una funzione assicurativa, permettendo inoltre una corretta pianificazione successoria. In particolare, la polizza unit-linked, grazie alle proprie caratteristiche, è esclusa dall’asse ereditario, non è soggetta a imposte di successione, è impignorabile e insequestrabile, facendo, inoltre, sorgere un diritto proprio del terzo beneficiario alla prestazione assicurativa.

Accanto al vestito assicurativo vi è, inoltre, un vestito finanziario molto rilevante avente un elevato contenuto di efficienza e di ottimizzazione fiscale.

Infatti, all’interno di una polizza unit linked si possono effettuare switch illimitati e gratuiti, viene garantita la best execution relativamente ai sottostanti, non sono applicati costi per Banca Depositaria, viene garantito il market timing su tutti i sottostanti (t+1), si ha la compensazione di minusvalenze e plusvalenze, e infine l’applicazione delle imposte, tra cui quelle sui dividendi e l’imposta di bollo, viene differita.

Un ultimo aspetto importante riguarda la durata dell’investimento, che, nello strumento assicurativo, è per definizione più lunga rispetto ad altre tipologie di strumenti, consentendo in tal modo di attraversare le fasi di volatilità con una più attenta gestione della componente emotiva, evitando – ad esempio – che il cliente disinvesta quando i mercati sono ai minimi.

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