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Bilancio positivo per i fondi nel 2020

Il risparmio gestito batte la pandemia. Nonostante i deflussi considerevoli di marzo, nella fase più acuta della crisi, sull’intero anno il bilancio della raccolta dell’industria a livello europeo è molto positivo. È quanto rileva la European Fund and Asset Management Association nel suo report annuale.

 

Secondo Efama le ragioni che spiegano questo andamento sono principalmente tre: innanzitutto i pacchetti fiscali e monetari su larga scala introdotti da governi e banche centrali a sostegno dell’economia, che hanno rassicurato gli investitori e portato a un forte rimbalzo dei mercati finanziari in aprile e maggio. In secondo luogo, gli strumenti di gestione della liquidità a disposizione dei fund manager, che si sono rivelati utili per gestire le richieste di rimborso da parte dei clienti a marzo, nella fase acuta della crisi, e hanno consentito di evitare vendite forzate o sospensioni per la stragrande maggioranza dei fondi. Infine, il rapido sviluppo dei vaccini Covid-19, che ha alimentato la speranza di sconfiggere la pandemia nonostante la seconda ondata e l’emergere di varianti Covid-19.

 

Analizzando nel dettaglio le preferenze degli investitori a livello di singole asset class, spiccano su tutti i fondi azionari, la cui raccolta nel 2020 è rimbalzata a 158 miliardi di euro, con un andamento diametralmente opposto rispetto al 2019, che si era chiuso con un saldo negativo per 6 miliardi. Si tratta di un risultato record, se confrontato con una raccolta media annua di 66 miliardi nell’ultimo decennio.

 

Passando all’asset class obbligazionaria, lo stress registrato a marzo nei mercati del reddito fisso, a cui si è combinata la maggiore domanda di liquidità, hanno portato nel periodo a deflussi netti dai fondi obbligazionari per 156 miliardi di euro. Il conseguente rimbalzo non è stato abbastanza robusto da impedire un calo complessivo della raccolta, che nel 2020 si è fermata a 82 miliardi di euro, rispetto a 303 miliardi nel 2019 e 125 miliardi in media negli ultimi dieci anni. I bassi rendimenti dei titoli di Stato e l’incertezza riguardo alla futura evoluzione dell’inflazione e dei tassi di interesse a lungo termine potrebbero aver convinto gli investitori a mettere in discussione le ragioni per incrementare la loro esposizione ai fondi obbligazionari, almeno nel breve termine.

 

Venendo ai fondi multi-asset, dopo i disinvestimenti netti per 44 miliardi di euro nel mese di marzo, la raccolta ha registrato una ripresa nei mesi successivi, grazie alla quale il 2020 si è chiuso con un saldo positivo di 14 miliardi di euro, in netto calo rispetto ai 48 miliardi raccolti nel 2019 e soprattutto se confrontati con la media degli ultimi dieci anni, pari a 89 miliardi. Una possibile spiegazione della minore domanda per questi strumenti è legata all’aumento della correlazione tra mercati azionari e obbligazionari, che è tornata positiva, riducendo così i vantaggi di diversificazione offerti dai fondi multi-asset. 

 

Quanto ai fondi monetari, infine, nonostante i deflussi netti di 45 miliardi a marzo, il bilancio complessivo della raccolta nel 2020 è positivo per 214 miliardi di euro. Questo risultato riflette la forte domanda durante il periodo aprile-luglio, quando gli investitori hanno assunto un atteggiamento di cautela in attesa di valutare l’ulteriore impatto della pandemia sui mercati finanziari.

 

Bernard Delbecque, senior director for economics and research di Efama, ha commentato così l’andamento complessivo del 2020: “La crescita nella raccolta dei fondi aperti nel 2020, nonostante l’incertezza legata alla pandemia, è un forte voto di fiducia nei confronti di questi strumenti.  Nel complesso, gli investitori sono rimasti fiduciosi nella capacità dell’industria europea dei fondi di investimento di generare rendimenti e ridurre al minimo i rischi. Ciò è incoraggiante per il futuro perché il successo dell’Unione dei mercati dei capitali dipende in gran parte dalla volontà delle famiglie europee di trasferire una quota maggiore dei propri risparmi in questa tipologia di strumenti finanziari”.

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