Donna relax ricchezza

Aumenta la ricchezza “femminile”

È più che raddoppiata, negli ultimi 10 anni, la percentuale di clientela femminile private, la cui fiducia, però, è più difficile da conquistare da parte di un private banker rispetto a quella di un uomo. Nell’arco di tempo considerato, infatti, secondo l’ultima ricerca Aipb disponibile, il numero delle investitrici è passato dall’11 al 24%, segno che sempre più donne private si stanno avvicinando al mondo degli investimenti.

 

C’è però un tema di “specificità” che non deve essere trascurato: il target femminile ha, infatti, bisogni molto differenti rispetto agli uomini. Le clienti private, infatti, si caratterizzano per essere decisamente più esigenti della loro controparte maschile. Se si chiede loro quali delle esperienze che si possono fare con il proprio istituto hanno lasciato loro un ricordo positivo, i valori sono mediamente inferiori rispetto a quelli degli uomini, eccezion fatta per “avere una conversazione sulla banca con altro professionista” (37% delle donne vs. 31% degli uomini) e “leggere commenti sulla banca sui social media” (39% vs. 22%).

 

In particolare, le esperienze che meno hanno lasciato traccia positiva nella loro memoria sono le sponsorizzazioni della banca (17%), l’internet banking (17), il sito (15%) e la pubblicità (14%).

 

Per questo urge sempre più che gli operatori private mettano a punto un bouquet di servizi dedicati a questa fetta di clientela che, ad oggi, si dimostrano nel complesso meno soddisfatte del proprio banker rispetto agli uomini, anche se in misura minima (79% vs 82%).

 

grafico AIPBE non è tutto: sempre dall’ultima indagine AIPB sul tema risulta che il 69% di loro non seguirebbe il proprio banker se cambiasse società, segno che la fiducia delle clienti donne è più difficile da conquistare e conservare nel tempo. Non è un caso, infatti, che quasi il 30% delle donne prenda in considerazione il parere di familiari e di altri esperti per decidere o documentarsi sui prodotti di investimento.

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