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Previsioni meno variabili per i mercati

Si continua a registrare un cauto miglioramento del clima di fiducia sui mercati finanziari supportato da un appiattimento delle curve di contagio e dai progressi sul fronte di cure e vaccini per il Covid-19. Al momento l’attenzione si concentra sull’Europa alle prese con una possibile secondata ondata dell’epidemia. Anche in questo caso, però, come per l’onda lunga che ha interessato gli USA in giugno e luglio, il tasso di mortalità è al momento molto basso. Questo rappresenta un importante elemento di differenza con quanto accaduto in marzo e aprile perché non comporta nuove forti misure di restrizione e quindi non vi è necessità di ulteriori tagli delle stime di crescita economica.

Anche perché i dati macro si sono confermati, in agosto, in miglioramento lasciando spazio all’ottimismo: negli USA, la seconda lettura del PIL del secondo trimestre ha fatto registrare un lieve miglioramento (-31,7% t/t annualizzato da -32,9% della prima lettura) che ha interessato tutte le sottocomponenti. Da evidenziare che l’unico contributo positivo è giunto dalla spesa pubblica e dalle esportazioni nette. Rallentano inoltre le richieste di sussidi alla disoccupazione dopo il balzo visto nella settimana del 15 agosto, sebbene il numero di richieste si attesti intorno al milione.

Revisione migliorativa anche per il PIL tedesco del secondo trimestre (su base trimestrale la contrazione è scesa passando dal 10,1% al 9,7%). Il miglioramento, tuttavia, non ha interessato la componente consumi (rivista addirittura in peggioramento). Il dato sul l’IFO tedesco di agosto è uscito più o meno in linea con le attese evidenziando un aumento di entrambe le componenti (corrente ed aspettative).

 

In questo contesto i mercati azionari globali rappresentati dall’indice MSCI World in euro hanno registrato, durante il mese di agosto, un rialzo del 3,70%, con un andamento tuttavia disuguale tra aree geografiche, che vede favoriti Stati Uniti (+4,51% in euro), seguiti dal Giappone (Indice Nikkei +2,87% in euro), rispetto all’Europa (indice Euro Stoxx -0,37%). L’indice delle maggiori società americane S&P 500 ha recuperato e poi superato i livelli precedenti alla pandemia Covid-19, segnando nuovi massimi assoluti e posizionandosi sopra la soglia dei 3.500 punti. I risultati della pubblicazione degli utili delle aziende USA relativi al secondo trimestre sono incoraggianti, suggerendo che la revisione al ribasso potrebbe essere conclusa: circa 80% delle aziende che hanno riportato ha superato le attese degli analisti (che avevano tuttavia subito una revisione al ribasso di portata eccezionale).

 

Per quanto riguarda i mercati valutari, nell’ultimo mese, hanno evidenziato una certa debolezza del Dollaro nei confronti delle principali valute, che si è accentuata dopo l’intervento di Powell a Jackson Hole. In quella occasione, il Presidente Jerome Powell ha annunciato un target di inflazione medio del 2%, segnalando quindi di essere disposta a consentire livelli di inflazione “moderatamente superiori al 2%”. La Fed continuerà a mantenere i tassi su livelli bassi, per alimentare la crescita dell’occupazione fintanto che questa non generi un rialzo eccessivo e prolungato dell’inflazione.

Nel motivare il cambio di strategia della Fed il Presidente ha sottolineato che, a fronte un’economia in continua evoluzione, occorre “adattarsi alle nuove sfide che emergono” per centrare gli obiettivi. La strategia diventa quindi flessibile e capace di adattarsi al contesto, che ha visto il cambio Euro/Dollaro prendere forza e chiudere il periodo di riferimento sopra il livello di 1,19

 

A livello obbligazionario registriamo tassi governativi in leggero rialzo, a confermare un atteggiamento ottimistico degli investitori sulla ripresa del ciclo economico. I livelli dei tassi governativi rimangono comunque storicamente bassi (0,7% per il 10 anni USA, -0,4% per il Bund) in un mercato ancora guidato dagli acquisti delle banche centrali. Spread Italia – Germania ancora in calo, sebbene meno rapidamente rispetto a luglio. Il differenziale sui 10 anni è in zona 148 punti base. Leggero rialzo per il decennale italiano a 1,09%, ciò nonostante si conferma il trend di stabilizzazione sui minimi nel medio periodo. Inoltre, in seguito alla richiesta formale di attivazione dello SURE, lo strumento messo a disposizione dall’UE per limitare i rischi sulla disoccupazione verranno assegnati all’Italia 27,4 miliardi di euro, la quota più alta. Il ministro Gualtieri, ha sottolineato che “grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro. E l’oro? La fase di risk-on non frena la corsa all’oro, storico bene rifugio, che dopo aver superato la soglia di 1.800$/o si mantiene però ben al di sotto della soglia psicologica dei 2000 $/o.

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