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Risparmio gestito, bilancio di nove mesi di raccolta

Il 2023 si sta rivelando un anno complesso per l’industria del risparmio gestito a livello europeo,  con la raccolta che nei primi nove mesi ha registrato una brusca frenata. La preoccupante situazione economica mondiale ha creato pressione sui mercati finanziari e in questo contesto le attività gestite dall’industria europea dei fondi sono diminuite da 15,3 trilioni (al 31 dicembre 2021) a 13,3 trilioni alla fine del terzo trimestre 2022, così come evidenzia l’ultimo report di Refinitiv sul settore, relativo al periodo da gennaio a settembre di quest’anno.

 

Più nel dettaglio, nei primi nove mesi del 2022 l’industria europea dei fondi ha dovuto far fronte a deflussi netti complessivi stimati in 323,6 miliardi di euro. Tra le asset class quelle che hanno incontrato i maggiori favori sono l’equity globale con 190,3 miliardi di euro, seguita dai bond governativi statunintensi con 21,3 miliardi.

 

La maggior parte degli asset è detenuta in equity fund (5,4 trilioni di euro) seguita dai bond (3 trilioni) e mixed asset (2,4 milioni di euro), fondi del mercato monetario (1,4 milioni di euro), fondi OICVM alternativi (0,6 milioni di euro), fondi immobiliari (0,3 milioni di euro), fondi “altri” (0,1 milioni di euro), e fondi sulle materie prime (0,1 mila euro).

 

Per quanto riguarda la quota di mercato dei prodotti ESG, si potrebbe essere sorpresi dal fatto che i prodotti con un approccio d’investimento ESG rappresentano 6,4 trilioni di euro, ovvero il 49,30% del patrimonio complessivo dell’industria europea dei fondi, mentre i fondi tradizionali con 6,6 trilioni di euro sono pari al 50,70%, del patrimonio complessivo. Guardando a questi numeri, bisogna tenere presente che i promotori di fondi in Europa hanno riconvertito un numero elevato di fondi tradizionali in fondi ESG per allineare la propria gamma di prodotti alla strategia e agli obiettivi di sostenibilità interni o alla domanda del mercato.

 

“Data l’attuale situazione economica mondiale – ha commentato Detlef Glow, responsabile della ricerca EMEA di Refinitiv Lipper – non è stata una sorpresa che l’industria europea dei fondi abbia dovuto affrontare un calo del patrimonio in gestione nel corso dell’anno 2022, poiché la situazione geopolitica in Europa, la pandemia di Covid-19 ancora in corso, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento, l’aumento dell’inflazione e i rialzi dei tassi d’interesse hanno esercitato una certa pressione sui mercati dei titoli”.

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