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Sempre più spazio alle unit linked nei portafogli

Il Covid-19 non ha minato il buono stato di salute dell’industria del Private Banking italiano. Come è emerso nel corso della XVI edizione del Private Banking Forum tenutosi in live streaming il 23 novembre scorso, AIPB stima che le masse attualmente gestite dal comparto, che si attestano a 908 miliardi di euro, possano salire a 986 miliardi nel 2022.

 

Secondo l’Associazione nei prossimi due anni la propensione al risparmio si manterrà a livelli molto elevati e solo nel 2022 i consumi torneranno a crescere in linea con il PIL. Questo porterà ad una crescita nel biennio dei flussi investiti dalle famiglie in attività finanziarie stimabile in oltre 200 miliardi di euro. Nello stesso periodo, gli asset affidati agli operatori di Private Banking sono previsti in crescita. Nel 2022, il mercato servito dal Private dovrebbe quindi raggiungere quasi 1000 miliardi di masse totali in gestione, un traguardo che porterebbe l’industria ad aumentare il suo peso tra i canali distributivi fino a rappresentare un terzo della ricchezza investibile delle famiglie italiane.

 

In questo contesto, si conferma solido il rapporto tra i possessori di grandi patrimoni e le polizze: secondo gli ultimi dati disponibili di AIPB, dal 2015 a oggi la quota di strumenti assicurativi detenuti sul totale del patrimonio complessivo del settore del private banking è salita dal 16% al 22%.

 

Anche i dati di Assoreti confermano questo trend positivo: secondo gli ultimi dati relativi al terzo trimestre di quest’anno, a fine settembre polizze e prodotti previdenziali si attestavano a quota 173,5 miliardi di euro, contando per il 27,5% sulle consistenze patrimoniali delle reti di consulenti finanziari, in aumento rispetto al 27,2% dell’anno precedente e con una variazione tendenziale sostenuta, pari al 6,3% anno su anno.

 

Nei primi nove mesi dell’anno i dati di Assoreti evidenziano che i premi netti versati sui prodotti assicurativi vita ammontano a 6,2 miliardi di euro, in contrazione del 20% anno su anno, ma la flessione è riconducibile in maniera pressoché esclusiva alle polizze vita tradizionali le quali, con risorse nette pari a circa 1,3 miliardi di euro, hanno visto un calo del 67,8% anno su anno. I volumi netti realizzati sulle polizze multiramo sono rimasti sostanzialmente stabili, con una raccolta di 2,2 miliardi, -0,6% anno su anno, mentre i vincitori assoluti risultano essere le polizze unit linked, che con premi netti versati nei primi nove mesi dell’anno pari a circa 2,8 miliardi di euro, mettono a segno un incremento pari al 66,4% anno su anno, e si confermano gli strumenti assicurativi preferiti dai risparmiatori italiani.

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