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Solvency II, l’Italia salva i limiti per gli investitori prudenti

Basta limiti. A condizione che ci sia il capitale necessario a coprire i rischi assunti. Potrebbe essere così sintetizzata la grande novità firmata Solvency II che, a partire dal primo gennaio scorso, ha cancellato i vincoli quantitativi imposti delle vecchie norme nel processo di scelta degli strumenti sui quali investire. Con l’avvio del nuovo regime, infatti, i limiti sono stati sostituiti da nuovi requisiti di capitale e da una più puntuale gestione e analisi del rischio.

Ma la situazione è leggermente cambiata all’inizio del mese di giugno, con l’entrata in vigore del Regolamento IVASS n. 24 del 6 giugno 2016 recante disposizioni in materia di investimenti e di attivi a copertura delle riserve tecniche. In particolare, secondo il regolamento sugli investimenti, emanato dall’istituto di controllo guidato da Salvatore Rossi, le compagnie assicurative saranno tenute a comunicare all’IVASS le rispettive politiche d’investimento, attraverso una delibera che dovrà essere rivista almeno una volta l’anno.

L’obiettivo? Garantire gli investitori più prudenti. Per questo l’Autorità nazionale ha mantenuto vivo un regolamento nato nel 2011, nonostante Solvency II, prevedendo anche nuovi presidi in tema di strumenti complessi: fondi d’investimento alternativi, ma anche fondi comuni e sicav. In seguito all’approvazione del regolamento IVASS le assicurazioni italiane che acquistano prodotti complessi saranno chiamate ad effettuare analisi aggiuntive sui rischi collegati con una informativa interna rafforzata, non prevista dalla direttiva europea.

Più in generale il Regolamento IVASS n. 24 del 6 giugno 2016 è entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Le imprese sono chiamate ad adeguarsi alle disposizioni in materia di copertura delle riserve tecniche di cui alla Parte III e in materia dei relativi registri di cui alla Parte IV, Titolo I, a partire dal quarto trimestre dell’esercizio in corso. Le imprese dovranno anche approvare le politiche in materia di investimenti di cui agli articoli 5, 6, 7 e 24 entro il 30 settembre del 2016.

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